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Giovanna, "Sentinelle del Mattino di Pasqua", Firenze

M. è una ragazza di circa vent'anni. Un bel viso simpatico, spepero (diciamo a Firenze), i capelli
neri neri, ricci, raccolti in una coda improvvisata, i jeans calati, alla moda, con il perizoma nero che
deve vedersi, orecchini e piercing. Come si muove si sentono tintinnii di bracciali. La guardo, lei mi
guarda senza vedermi. E' entrata in S. Croce con G., lui la bottiglia di birra vuota nella tasca dei
pantaloni militari.
Spiego loro il "percorso": «C'è un foglietto da prendere e una penna, per scriverci una preghiera, un
desiderio che hai nel cuore, una speranza, una domanda tua. Ecco, lo scrivi e lo porti davanti a
Gesù. Lo vedi? Guarda, è là, esposto sull'altare.» «Chi?! Gesù?» «Sì!! Nell'Ostia, c'è il suo corpo, è
qui in persona.» Ridono. Non so se sono solo ubriachi, se hanno preso anche qualcosa. «Ti puoi
avvicinare, se vuoi io ti accompagno. Poi c'è un lumino, da accendere, per far luce su quel
desiderio, quella speranza, quel segreto affidato a Lui. E da quel cesto con tutti i bigliettini colorati,
c'è da estrarne uno, quello che più ti ispira. C'è un verso della Bibbia, una Parola che Gesù vuole
dirti stasera.»
Spiego, ma mi domando come possano farcela… scrivere, accendere il lumino, leggere… si
reggono a malapena in piedi. Così dico: «Vi va di avvicinarvi e prendere solo il biglietto?» «OK,
facciamolo" dice M. e ride, ride, senza riuscire a smettere. Ci avviciniamo si china, prende il
biglietto, «Non riesco a leggere, è tutto buio, non ce la faccio, devo andare!», si alza di scatto e
corre via ridendo a voce alta. Quel biglietto forse l'ha messo nella tasca dei jeans calati, forse
domani lo leggerà.
G. invece è più calmo, anche se parla a voce alta senza accorgersene. «Io ci parlo con Lui», mi dice.
«Davvero?» «Come no, per lo più ci litigo, perché Lui c'ha ragione, ma sa che anch'io a volte c'ho
ragione ad arrabbiarmi». «Di che cosa?" «Che non me ne va bene una…» «Che cosa c'è scritto nel
tuo biglietto colorato?» Riesce a leggere alla luce delle candele: "Beati i poveri in spirito perchè di
essi è il regno dei cieli". A guardarlo mi sembra di capire chi è il povero in spirito. Non ha armature
né difese, solo quel fumo dell'alcool che gli annebbia lo sguardo. Come vorrei parlarci, ma non
regge il discorso, gli gira la testa. «Bello questo biglietto di Gesù, G., Lui sa come sei veramente».
Sta un attimo in silenzio, ci pensa… «Sì. Posso tenerlo?» «Certo, è tuo». Lo piega meticolosamente,
lo mette in tasca.
«Posso pregare per te?», gli chiedo. E' forte il suo sguardo stupito, stupito probabilmente del suo
rispondermi sì. Ci prendiamo per mano e io ringrazio Gesù per G., per la sua vita, per il suo cuore
rimasto povero, chiedendo di donargli amore e pace. «Grazie!», mi dice «grazie davvero, mi è
piaciuta questa cosa, mi ha preso, insomma… bello, io ora però devo uscire perché sono fatto,
scusami, non so se hai capito». E come no. Mi saluta sorridendomi. E anche a me viene da sorridere
pensando che G. esce da una Chiesa con una bottiglia di birra vuota in una tasca e un biglietto con
un verso del Vangelo di Matteo nell'altra. La prima predicazione di Gesù. La prima frase della prima
predicazione. Non so dove siano M. e G. Non posso sapere cosa sia successo dopo. Li ho nel cuore.
C'è una parola che è partita da Gesù, scritta in un biglietto colorato, chiusa in una loro tasca. E mi
piace pensare che nel giorno dopo la sbornia, nel giorno brutalmente vero, la ritrovino, la rileggano,
che anche M. possa leggerla. Mi piace sperare che da un ricordo sfumato, un pensiero parta da loro
e senza bisogno di biglietto voli al cuore di Gesù.
Io sono una Sentinella. Che significa? Le sentinelle sono poste dal Signore per ricordare al cuore di
un uomo la speranza -annebbiata o abbandonata- ma ancora viva. Sentinella del Mattino di Pasqua.
Perché anche nel mattino brutalmente vero riviva un seme piccolissimo, si schiuda una speranza, un
biglietto colorato si incastri negli spigoli della vita laddove non ne va una bene, perché si possa
scoprire qualcosa di straordinario… Se conservi il cuore povero, tuo è il regno dei cieli…
Giovanna