Testimonianze
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Sulle tue mura, Gerusalemme, ho posto sentinelle;
per tutto il giorno e tutta la notte non taceranno mai.
Voi, che rammentate le promesse al Signore,
non prendetevi mai riposo.
(Isaia 62,6)




Testimonianze - Pellegrinaggi

Roberta: preghiamo insieme col Santo Rosario

Tutto è incominciato ad aprile 2008 quando mio padre da mesi aveva problemi di salute, veniva ricoverato continuamente in ospedale. Così mi sono rivolta a Dio e con tutta la forza che avevo in corpo gli ho chiesto di aiutarmi, di non abbandonarmi, lui che è il primo medico sulla faccia della terra che è il creatore del mondo e di ogni essere vivente, solo lui poteva davvero aiutarmi cosė da alleviare il dolore di mio padre e l'angoscia che la mia famiglia viveva da mesi. Pochi giorni dopo ho conosciuto un prete che aveva il dono della guarigione. È venuto da mio padre in ospedale, pregammo tutti insieme e si sentì l'amore di nostro Signore scendere su quella stanza e lasciare una pace e una serenità infinita. Da quel momento non dubitai mai più nè dell'esistenza di Dio, nè del suo grande amore per noi.

Quando quel prete uscì dalla stanza di mio padre mi disse di non preoccuparmi e di non perdere la fede poichè "Gesù era su mio padre e dentro mio padre e che sarebbe guarito". Dio ha mantenuto la sua promessa ed io sto mantenendo la mia, ho incominciato da quel momento un cammino di fede che sto ancora percorrendo e ne sono felicissima.

Mio padre dopo 10 giorni uscì dall'ospedale. Era il mese di Maggio e da allora non venne più ricoverato, ed incominciò a star meglio giorno dopo giorno ed oggi è sulla strada della guarigione. La guarigione di mio padre nel mese di Maggio per me è stato un forte segnale che la Madonna ci proteggeva, così tutto il mese di Maggio l'ho trascorso recitando il rosario poiché sentivo il richiamo di Maria ogni sera, questa preghiera fatta con il cuore ha aumentato profondamente la mia fede, tanto da mettere la mia vita totalmente nelle mani di Gesù e Maria. Proprio durante il mese di maggio ho anche sentito la sua forte chiamata di recarmi in pellegrinaggio a Medjugorje; dovevo andare in quel luogo e cosė mi organizzai ed in Agosto sono partita con un gruppo di Firenze "Le Sentinelle del Mattino di Pasqua", una Fraternità di Evangelizzazione con un grande amore per la Vergine che si impegna ad annunciare la parola di Dio sopratutto tra i giovani.

Medjugorje è un luogo bellissimo benedetto da Dio che ti lascia un segno nel profondo del cuore: non si torna a casa senza aver ricevuto qualche regalo, ho sentito in quei pochi giorni il calore e la luce dell'amore di Gesù che cresceva nel mio cuore, la mano di Maria su di me che mi avvolgeva con il suo manto d'amore, sono rimasta affascinata e folgorata da quel posto tanto da considerarla la mia seconda casa. Quindi tornata a casa da questo pellegrinaggio la mia vita non era più la stessa; ho incominciato a cambiare tutto quello che nella mia vita di prima non era gradito a Dio, scelte sbagliate che avevo fatto quando ancora non avevo incontrato lo sguardo di Dio.

Il mio cammino è continuato ho sentito che la Madonna mi chiedeva di più, così dato che vivo in un piccolo paese dove non c'è un gruppo di preghiera mariano mi sono recata dal mio parroco e gli ho parlato della mia conversione e della forte necessità di appartenere ad un gruppo di preghiera mariano affinchè i doni e le grazie ricevute a Medjugorje non andassero perse. Lui mi disse che la Madonna aveva messo nel mio cuore questo grande progetto di preghiera quindi ci avrebbe pensato Maria a guidarmi in questo cammino. Con l'aiuto del parroco il 15 settembre, giornata della "Beata Vergine Maria Addolorata", abbiamo dato inizio a questo gruppo di preghiera dove la prima mezz'ora preghiamo il rosario e l'altra mezz'ora parliamo e commentiamo i messaggi che Maria consegna ai veggenti di Medjugorje per l'intera umanità. A questi incontri partecipano sempre più persone e sono felice di essere stata uno strumento nelle mani di Maria e di Gesù, ma ciò che conta per me è che venga pregato il rosario da pių persone possibili perchč la Madonna ci chiede di pregare, pregare, pregare con il cuore, non meccanicamente. Ci insegna tramite i suoi messaggi che viviamo in un tempo di grazia, che la preghiera deve arrivare a toccare il cuore, la profondità del nostro essere, del nostro animo solo in questo modo arriveremo a sentire Dio e Maria sentendone la gioia, la felicità e la vera pace che solo Dio può trasmettere.

Il mondo esterno crea solo grandi illusioni che si trasformano facilmente in delusioni, quindi impegnamoci nella preghiera spalancando le porte del nostro cuore affinchè l'amore che Maria ha per noi possa entrare nei cuori di tutti come ha fatto nel mio.

Mi sento di dire fate di Dio la persona pių importante della vostra vita, della vostra famiglia mettetelo al primo posto e allora egli vi benedirà non soltanto voi, ma anche tutti quelli attorno a voi, senza pazienza, senza preghiera nulla può andare bene. Talvolta siamo troppo attaccati a ciò che ci piace e guardiamo troppo poco a ciò che piace a Dio.

Ogni volta che la Madonna e Dio ci chiamano dobbiamo essere pronti nel profondo del nostro cuore a rispondere alla loro chiamata poichè alla fine la cosa pių importante è mettere Dio al primo posto nella nostra vita, mettere la preghiera al primo posto, cominciare la giornata con la preghiera e terminarla con la preghiera, là dove c'è amore c'è tutto. Ogni giorno ringraziamo il Signore e Maria per tutto quello che è accaduto durante la giornata, ne avremo grandi benefici.

Preghiamo il rosario con amore sentendolo nel profondo del nostro cuore, preghiamo con il cuore affinchè la nostra mamma celeste senta quanto l'amiamo. La Madonna ripete spesso che l'unica arma contro il male è il rosario quindi amiamolo e facciamone un uso quotidiano affinchè sia presente nella nostra vita di tutti i giorni e così ci protegga.

Una fedele alla Scuola di Maria.

Testimonianze - Una Luce nella Notte

Emmanuel, Comunità "Regina Pacis", Verona (serata del 12 novembre 2005)

Ho vissuto la serata in Santa Croce a Firenze come un bel dono di Dio; ancora una volta ho sperimentato la bellezza di essere mossi dallo Spirito. Come in altre esperienze ho avvertito che, prima di farmi Suo strumento per i giovani lontani, lo Spirito Santo viene ad evangelizzare me. Prima lo Spirito mi dice: convertiti e credi al Vangelo! E solo dopo aver accolto questa verità in me, posso annunciarla ad un altro.

E’ la nostra preghiera del cuore e l’intimità con Cristo che aiuta a salvare le anime. Sono stati tanti i ragazzi e le ragazze che ho incontrato e mi sono reso conto sempre di più, che tanto abbiamo ricevuto, e come sono tanti i giovani, inconsapevolmente danneggiati da una società senza Dio, che li spoglia del senso vero della vita. Diamoci dunque da fare perché a tutti giunga la buona notizia.

Invito tutti a farsi coraggio per andare a trovare Cristo lungo le strade delle nostre città.

Emmanuel

Giovanna, "Sentinelle del Mattino di Pasqua", Firenze (serata del 14 gennaio 2006)

M. è una ragazza di circa vent'anni. Un bel viso simpatico, spepero (diciamo a Firenze), i capelli neri neri, ricci, raccolti in una coda improvvisata, i jeans calati, alla moda, con il perizoma nero che deve vedersi, orecchini e piercing. Come si muove si sentono tintinnii di bracciali. La guardo, lei mi guarda senza vedermi. E' entrata in S. Croce con G., lui la bottiglia di birra vuota nella tasca dei pantaloni militari.

Spiego loro il "percorso": «C'è un foglietto da prendere e una penna, per scriverci una preghiera, un desiderio che hai nel cuore, una speranza, una domanda tua. Ecco, lo scrivi e lo porti davanti a Gesù. Lo vedi? Guarda, è là, esposto sull'altare.» «Chi?! Gesù?» «Sì!! Nell'Ostia, c'è il suo corpo, è qui in persona.» Ridono. Non so se sono solo ubriachi, se hanno preso anche qualcosa. «Ti puoi avvicinare, se vuoi io ti accompagno. Poi c'è un lumino, da accendere, per far luce su quel desiderio, quella speranza, quel segreto affidato a Lui. E da quel cesto con tutti i bigliettini colorati, c'è da estrarne uno, quello che più ti ispira. C'è un verso della Bibbia, una Parola che Gesù vuole dirti stasera.»

Spiego, ma mi domando come possano farcela… scrivere, accendere il lumino, leggere… si reggono a malapena in piedi. Così dico: «Vi va di avvicinarvi e prendere solo il biglietto?» «OK, facciamolo" dice M. e ride, ride, senza riuscire a smettere. Ci avviciniamo si china, prende il biglietto, «Non riesco a leggere, è tutto buio, non ce la faccio, devo andare!», si alza di scatto e corre via ridendo a voce alta. Quel biglietto forse l'ha messo nella tasca dei jeans calati, forse domani lo leggerà.

G. invece è più calmo, anche se parla a voce alta senza accorgersene. «Io ci parlo con Lui», mi dice. «Davvero?» «Come no, per lo più ci litigo, perché Lui c'ha ragione, ma sa che anch'io a volte c'ho ragione ad arrabbiarmi». «Di che cosa?" «Che non me ne va bene una…» «Che cosa c'è scritto nel tuo biglietto colorato?» Riesce a leggere alla luce delle candele: "Beati i poveri in spirito perchè di essi è il regno dei cieli". A guardarlo mi sembra di capire chi è il povero in spirito. Non ha armature né difese, solo quel fumo dell'alcool che gli annebbia lo sguardo. Come vorrei parlarci, ma non regge il discorso, gli gira la testa. «Bello questo biglietto di Gesù, G., Lui sa come sei veramente». Sta un attimo in silenzio, ci pensa… «Sì. Posso tenerlo?» «Certo, è tuo». Lo piega meticolosamente, lo mette in tasca.

«Posso pregare per te?», gli chiedo. E' forte il suo sguardo stupito, stupito probabilmente del suo rispondermi sì. Ci prendiamo per mano e io ringrazio Gesù per G., per la sua vita, per il suo cuore rimasto povero, chiedendo di donargli amore e pace. «Grazie!», mi dice «grazie davvero, mi è piaciuta questa cosa, mi ha preso, insomma… bello, io ora però devo uscire perché sono fatto, scusami, non so se hai capito». E come no. Mi saluta sorridendomi. E anche a me viene da sorridere pensando che G. esce da una Chiesa con una bottiglia di birra vuota in una tasca e un biglietto con un verso del Vangelo di Matteo nell'altra. La prima predicazione di Gesù. La prima frase della prima predicazione. Non so dove siano M. e G. Non posso sapere cosa sia successo dopo. Li ho nel cuore. C'è una parola che è partita da Gesù, scritta in un biglietto colorato, chiusa in una loro tasca. E mi piace pensare che nel giorno dopo la sbornia, nel giorno brutalmente vero, la ritrovino, la rileggano, che anche M. possa leggerla. Mi piace sperare che da un ricordo sfumato, un pensiero parta da loro e senza bisogno di biglietto voli al cuore di Gesù.

Io sono una Sentinella. Che significa? Le sentinelle sono poste dal Signore per ricordare al cuore di un uomo la speranza -annebbiata o abbandonata- ma ancora viva. Sentinella del Mattino di Pasqua. Perché anche nel mattino brutalmente vero riviva un seme piccolissimo, si schiuda una speranza, un biglietto colorato si incastri negli spigoli della vita laddove non ne va una bene, perché si possa scoprire qualcosa di straordinario… Se conservi il cuore povero, tuo è il regno dei cieli…

Giovanna

Marco, "Sentinelle del Mattino di Pasqua", Firenze (serata del 11 novembre 2006)

Volevo condividere con voi un incontro di sabato scorso in cui lo Spirito Santo ha fatto sentire la Sua potenza.

Abbiamo approcciato 2 ragazzi albanesi molto giovani, 17 e 21 anni, rispettivamente F. ed E. Erano seduti sul sagrato del Duomo, ci siamo avvicinati ed abbiamo incominciato a parlare. Dopo le presentazioni alcuni discorsi generici e l’accenno che eravamo dei missionari cattolici. Uno di loro, E., dice che crede in Dio, ma non nei preti... (quanti ne abbiamo sentiti...), quindi continuiamo a parlare senza insistere su aspetti che potrebbero dividerci e puntiamo sulla conoscenza e l’ascolto. E’ stato molto bello ascoltare e ringrazio lo Spirito Santo che ci ha suggerito il silenzio perché E. ha aperto il suo cuore ed ha messo a nudo le difficoltà di un giovane immigrato senza la sua famiglia vicino, i tanti dissapori, i bocconi amari che purtroppo deve ingoiare tutti i giorni per motivi di lavoro (sappiamo come sono sfruttati gli irregolari). Insomma a messo a nudo un cuore affranto dalle vicissitudini della vita, il tutto era così percepibile come quando si assaggia una pietanza e ci rendiamo subito conto della mancanza di sale.

Abbiamo fatto una piccola testimonianza della vita con Gesù, di una vita vissuta nella difficoltà in famiglia, della povertà rispetto alla ricchezza che ci circonda e visibile nello sfarzo che il mondo fa brillare... non ci hanno seguito in chiesa ma quando li abbiamo lasciati i loro occhi brillavano; confidiamo e sappiamo che il Signore della vita ci ha usato per portare loro un messaggio d’amore, per dirgli che erano delle perle preziose a suoi occhi. Preghiamo per loro. Amen!

Marco

Renato, "Sentinelle del Mattino di Pasqua", Empoli (alcune Sentinelle hanno aiutato dei ragazzi del gruppo Emmanuel di S. Miniato e alcuni giovani di Empoli nella loro prima esperienza di evangelizzazione, il pomeriggio del 3 dicembre 2006)

Pomeriggio di shopping a Empoli... per tutti tranne che per alcuni giovani che a coppie, un po' timidi, partono dalla cappellina in cui hanno appena celebrato la Messa e adorato Gesù nell'Eucarestia. La loro missione? Andare per le strade e invitare i loro coetanei, con semplicità evangelica, a incontrare anche loro il Signore. La proposta: entrare in cappellina, scrivere una preghiera su un foglio di carta e portarla, insieme a un lumino acceso, davanti all'Eucarestia. Lì depositarla nel cuore di Gesù. E dal suo cuore ricevere una Parola di Vita, una frase della Bibbia scritta apposta per loro. I giovani vanno.

Io niente. Niente shopping (e vabbè, l'avevo messo in conto...) e niente evangelizzazione. A me tocca coordinare le coppie, verificare che tutte le strade siano "pattugliate" dai missionari, incoraggiare quelli che... la paura li blocca, insomma badare ai lavori di casa. Lo faccio con gioia, intendiamoci. Anche perché neanche io sono immune dalla tremarella del missionario.

Fuori le manovre cominciano. Proprio davanti alla cappellina vedo Gianni e un'altra ragazza fermare due giovani africani. S'incontrano, mani bianche e nere si agitano e si stringono, si levano in gesti di accoglienza e di invito. I due giovani entrano. Sono due nigeriani e vivono in città. In qualche modo hanno capito la proposta e hanno detto sì.

«Senti, magari li aiuti tu, che te la cavi un po' meglio con l'inglese?» mi sussurra Gianni. E, senza darmi tempo di rispondere, continua: «Io esco di nuovo». I due, seduti nella panca, riflettono, scrivono, continuano a scrivere, non finiscono più. La musica di adorazione riempie la cappella, ma loro sono così concentrati che non sembrano neanche notarla. Finalmente hanno terminato. Mi presento, stringo anch'io le loro mani. «Andiamo?» «Andiamo»

Andiamo. Davanti a Gesù, inginocchiati, li invito a depositare la preghiera nel cestino e chiedo: «It's OK if I pray for you?» «Of course, go ahead». Mi informo se frequentano la Chiesa, cerco di capire se sono credenti, se leggono la Bibbia. «Yes, yes, yes». OK, mi tocca pregare. E prego, ringrazio Dio per le loro vite, perché vuole riempirle di felicità, perché è stato vicino in tutti i momenti facili e difficili, Gli chiedo di ascoltare la preghiera di questi suoi figli, soprattutto quella nascosta in fondo al loro cuore. Prego, chiedo a Gesù perdono per il mio inglese, continuo a pregare. Loro lì, la testa chinata, gli occhi chiusi, raccolti. «Adesso pregate voi». Attaccano in una lingua che non capisco, ogni tanto intercetto un "Jesus", pregano intensamente, dei caterpillar dell'orazione.

Stiamo davanti a Gesù un bel po', poi li invito a prendere un brano della Parola da un altro cestino. P. (mi traduce, tutto orgoglioso, il suo nome in italiano) viene scelto da Geremia ("Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato..."), L. da Ezechiele ("Porrò il mio spirito dentro di voi..."). Raccomando di cercare i versetti sulle loro Bibbie, a casa, e poi decido di dire qualche parolina su Ezechiele: «Dio ha messo il Suo Spirito, la Sua Vita in voi il giorno del vostro battesimo...» poi, quasi per caso «perché... siete stati battezzati, vero?» Candidamente: «No!» «Nooo?» «No.» Domanda da diecimila dollari: «Vi piacerebbe ricevere il battesimo?» "Sì, ci piacerebbe». Mi sembra di salire sulla macchina del tempo, fino ai giorni del Vangelo, ho già indossato la tuta per il viaggio, sono già a bordo, ma fortunatamente, prima che si chiuda il portellone, riesco a comunicare: «Allora, andate a parlare con don D., lui vi dirà come fare.» Poi parto.

Dopo che mi sono smaterializzato, loro se ne vanno a parlare con il don. Spiega che c'è un cammino lungo da fare per il battesimo, chiede se sono disposti, loro annuiscono. Spiega con pazienza, si accerta che capiscano, loro continuano ad annuire, si scambiano i numeri di telefono, sono contenti, ridono.

Ridono anche fuori, quando li incontro di ritorno dal mio trip. Denti bianchi su facce scure, un sorriso che illumina. Li abbraccio. Se ne vanno. Non mi resta che pregare il Signore, perché porti a compimento quello che ha iniziato. Anzi, è un'intenzione di preghiera che consegno anche a te, caro lettore missionario.

P.S. A ripensarci con un po' più di calma, mi viene in mente un'altra rilessione. L'evangelizzazione è una cosa così: uno ferma, uno prega, uno spiega, uno accoglie... Ma è lo Spirito che opera tutto in tutti. Sperimenti che la Chiesa è realmente un corpo, che i carismi sono distribuiti liberamente e che tutti contribuiscono all'edificazione del corpo, di questo meraviglioso tempio che il Signore sta costruendo con le vite dei Suoi figli. Thank you, Lord!

Renato

Barbara, Oratorio S. Andrea, Empoli (alcune Sentinelle hanno aiutato dei ragazzi del gruppo Emmanuel di S. Miniato e alcuni giovani di Empoli nella loro prima esperienza di evangelizzazione, il pomeriggio del 3 dicembre 2006)

“COME IL PADRE HA MANDATO ME, ANCH’IO MANDO VOI!” (Gv 20,21)

Domenica 3 dicembre la parrocchia di Empoli ha avuto il piacere di ospitare il gruppo giovani “Emmanuel” di S. Miniato e le “Sentinelle del mattino di Pasqua” di Firenze, per una giornata all’insegna dell’evangelizzazione di strada. Così come fecero i discepoli di Gesù, anche questi ragazzi, domenica pomeriggio, si sono dedicati all’evangelizzazione della parola di Dio, con l’obiettivo di avvicinare giovani, adulti, anziani e bambini al Signore.

Ammetto che per molte persone questa cosa potrebbe sembrare molto strana, lo è stato anche per me, fino a quando mercoledì 29 novembre con il gruppo dei giovani di Empoli e don Daniele siamo andati a S. Miniato per incontrare questi ragazzi e capire qualcosa di più riguardo l’argomento.

L’idea di fermare persone per la strada e di invitarle in chiesa mi sembrava stranissima, perché riuscivo poco a credere che qualcuno avrebbe accettato l’invito, per diffidenza, per mancata conoscenza, mancata credenza in Dio, ma soprattutto perché pensavo di non poter essere capace di compiere un simile gesto, di non essere all’altezza di poter evangelizzare gli altri.

Ma quello che ho capito da quell’incontro attraverso le loro testimonianze e che si è rafforzato fortemente nel vivere in prima persona questa esperienza, è che nel momento in cui evangelizziamo non siamo più noi, ma uno strumento di cui il Signore si serve per portare la sua Parola: non dobbiamo avere paura di non sapere cosa fare, cosa dire, oppure di trovare il modo giusto per farlo, perché in quel momento siamo nelle mani del Signore, che con lo Spirito Santo interviene su di noi. Può essere complicato da capire, ma una volta che si vive un’esperienza simile col cuore, tutto si spiega. Domenica pomeriggio tantissime persone sono state chiamate dal Signore e la cosa bella è che in molte hanno risposto alla Sua chiamata, facendosi guidare dai ragazzi che li avevano fermati verso la Chiesa delle Domenicane, gentilmente offerta dalle suore come luogo di incontro con il Signore.

L’evangelizzazione è iniziata verso le 16.30, ma i ragazzi sono arrivati ad Empoli la mattina, in cui hanno trascorso il loro tempo all’oratorio S. Andrea per prepararsi nella preghiera all’incontro con il Signore e per il pranzo. Verso le 15.00 si sono recati alla Chiesa delle Domenicane per preparare la chiesa e partecipare alla S.Messa. Dopodiché è iniziata l’evangelizzazione e i ragazzi si sono suddivisi i propri compiti: c’era chi animava la preghiera cantando, chi rimaneva in chiesa ad accogliere i fedeli e chi andava in centro ad evangelizzare. All’interno della chiesa erano inoltre presenti due sacerdoti pronti a confessar chiunque ne avesse avuto il desiderio. I fedeli che rispondevano alla chiamata di Gesù venivano accompagnati in Chiesa dai ragazzi i quali li invitavano a scrivere una preghiera su un foglio, per poi recarsi insieme all’altare su cui era esposto il Signore ed ai cui piedi erano presenti due cestini: uno con su scritto “GESÚ TI ASCOLTA” in cui le persone mettevano la loro preghiera, e l’altro cestino con su scritto “GESÚ TI PARLA” pieno di bigliettini contenenti la Parola di Dio e che ogni fedele era invitato a prendere.

È stato un pomeriggio intenso, ricco di emozioni, in cui ognuno di noi ha incontrato il Signore ed ha avuto la possibilità di stare vicino a Lui nella preghiera. È una esperienza forte che consiglio veramente a tutti, perché ti arricchisce e ti apre il cuore.

Barbara Salimbeni

Claudio, "Sentinelle del Mattino di Pasqua", Firenze (serata del 9 dicembre 2006)

Cari fratellini in Cristo, voglio condividere con voi un bellissimo incontro che ho fatto ieri in Santa Croce.

Ieri sera ero in coppia con I., un ragazzo del gruppo Emmanuel di San Miniato. Dopo una serata di contatti difficili, quando oramai era ora di tornare in chiesa per la reposizione di Gesù, decidiamo di invitare R., un mimo con la faccia tinta di bianco che era seduto di fronte alla porta principale della cattedrale a bere birra e a parlare. Quando arriviamo da lui sono le 23.40 e lui sta salutando due ragazzi che si stanno congedando da lui. Amici? Conoscenti? Non lo so.

Rimasto solo, stava per andare via anche lui, ma I. gli chiede se vuole fare quattro chiacchiere. Giusto cinque minuti. Lui accetta e ci sediamo. Lo invitiamo in Chiesa, gli diciamo che cosa facciamo ogni secondo sabato del mese, della grande opportunità che tutte le persone hanno di fare un incontro speciale e poi diamo la parola a lui, che ci racconta qualcosa di sé.

Lui crede in Dio, ma a modo suo. Idee confuse da tante discipline, ideologie, religioni e stili di vita. Ci racconta che è entrato in una chiesa qualche tempo fa e si è addirittura commosso. Ha sentito che qualcuno parlava al suo cuore. Ci racconta una scoperta che ha fatto questa sera: seduto spalle alla porta principale della basilica ha alzato il capo e... proprio sulla volta sopra di lui il volto di Gesù che lo osserva, che lo protegge!

I. gli pone molte domande: sulla felicità, sulla gioia, sulla pace. Sul sentirsi veramente amati. Veramente felici. Senza maschere. Sulla gioia di sentirsi valorizzati. Lui ci parla dell'energia che percepisce dalle cose, della forza che proviene da ogni creatura, del valore di ogni individuo e della forza che emana. Ci racconta di come fare il mimo non è tanto comodo, perché la polizia non gli permette sempre di farlo. Ma lui tanto ha un flauto. Si, un flauto dolce di plastica che suona da circa nove anni. All'inizio, le persone lo pagavano purché smettesse. Ora le cose vanno meglio.

Purtroppo lui è fatto. Iperattivo, non possiamo lanciargli troppi input, notizie, messaggi verbali che poi magari il giorno dopo nemmeno ricorderebbe. Allora ad un certo punto lo abbracciamo, gli diciamo che è bello, che è veramente una persona stupenda. Che gli vogliamo bene, che è prezioso. Ci abbracciamo con gioia.

Non lo vogliamo lasciare andare a mani vuote: il desiderio che in un momento di sobrietà possa prendere un foglio, leggere un messaggio che può cambiargli la vita è grande. Ed allora gli regaliamo un sussidio per l'avvento fatto per giovani, con il vangelo del giorno da qui a Natale. Lui lo accetta con piacere. Ci dice: «Non accetto qualsiasi cosa, ma la Bibbia, beh, dei passi della Bibbia li leggo con piacere.» E lo apre subito al giorno 15 dicembre e legge ad alta voce:

"In quel tempo Gesù disse: «Ma a chi paragonerò io questa generazione? Essa è simile a quei fanciulli seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri compagni e dicono: "Vi abbaimo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto". E' venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: "Ha un demonio" E'venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: "Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori". Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere.»

Poi R., soddisfatto, ha preso il sussidio e lo ha messo insieme al suo libro di meditazione che aveva nello zaino, ripromettendosi di leggerlo anche nei giorni a venire. Ci ringrazia. Ma a questo punto, commossi, siamo noi che ringraziamo lui. Dopo il rifiuto iniziale di entrare in chiesa, ci diamo appuntamento alla volta prossima. E ci dice: la prossima volta entro in Chiesa con voi. Io vengo spesso qui. Ci rivedremo!

Aspettando di incontrarlo di nuovo, chiedo anche a voi di affidare R. a Gesù nelle vostre preghiere, care Sentinelle del Mattino di Pasqua e cari amici che leggete. La prossima volta gli porteremo un altro pezzetto di amore, e da amici, magari potremo presentargli altri nostri amici di Nuovi Orizzonti! E il Signore che è grande e che compie meraviglie continuerà il suo progetto di salvezza.

Claudio

Testimonianze - Missioni

Magda, una ragazza incontrata all'Università di Siedlce (Polonia 2006)

Siedlce, 12/03/2006

Cari amici di Italia! Grazie… Grazie per le vostre testimonianze; per il fatto che avete voluto condividere con noi la vostra esperienza dell'incontro con il Signore, che trasforma la vita, le dona senso e soprattutto ama immensamente l'uomo.

Grazie a voi ho potuto ancora una volta credere in questo amore di Dio e sperimentarlo di nuovo. Ho visto delle persone per le quali Dio non è un mito, ma una realtà. Ho sentito dire: "Lui non vuole che tu sia triste, ma vuole renderti felice." Oggi voglio ancora una volta dire il mio "sì" al Signore Gesù. Voglio che sia Lui a guidare la mia vita. Voglio che mi renda la libertà e la dignità di Figlio di Dio. Perché "lo Spirito Santo può fare nuove tutte le cose". Credo in questo. Davanti a me la strada è ancora lunga. Il passo più difficile sarà il sacramento della riconciliazione. La misericordia di Dio mi spaventa. E forse ho più paura dell'amore di Dio che della Sua giustizia. Perché è così difficile credere che Lui possa perdonare TUTTO. E dopo non ci fa più caso, non lo rinfaccia. Come è grande la Sua misericordia!

In quest'ultima settimana il Signore mi ha concesso di provare quella pace del cuore di cui avete parlato te, Claudio, e Giovanna. Mi ha dato la sicurezza che questa strada, che voi avete intrapreso e che io stessa voglio percorrere, è l'unica giusta via. E nonostante ci siano così tante altre possibilità e modi di vivere, solo Dio può dare la pace vera e la gioia.

La vostra testimonianza è stata per tutti noi molto utile. E anche se avete incontrato incomprensioni, c'è sempre la possibilità che qualcuno cominci ad interrogarsi su Dio e sul senso della fede.

Spero che vi sia piaciuto il tempo passato qui in Polonia e che lo ricordiate con piacere.

Auguro a tutti voi, a te Claudio e Giovanna, così come agli altri amici italiani che non ho avuto occasione di conoscere, gioia, tenacia, la percezione costante della presenza di Dio. Auguro che attraverso di voi ancora molti credano nell'amore di Dio. Vi prometto la mia preghiera secondo le vostre intenzioni. E anche io la chiedo a voi… Ancora una volta, grazie di tutto. Credo, che rimarremo in contatto.

Magda Zdanowska


Comunità Regina Pacis (Verona) - missionari (Ragusa 2006)

Carissimi, nelle settimane di evangelizzazione a cui abbiamo partecipato, doveva venire con noi fra Emanoel, ma pochi giorni prima ha cominciato a stare male: il medico aveva detto che erano calcoli da operare con una certa urgenza. L'ecografia non dava altre chances: erano proprio calcoli. Lui stava proprio male, tre o quattro volte al giorno aveva dolori fortissimi. Questo è durato fino a quando, il giorno dopo che siamo tornati dalla missione, abbiamo fatto, con tutta la comunità, una preghiera su di lui, molto semplice, ma con una fede rinnovata, perché avevamo trasmesso le meraviglie che avevamo visto. Ebbene, dallo stesso giorno fra Emanoel non ha più avuto dolori. Il medico ha ordinato un'altra ecografia, dicendo che c'era stato solo un altro caso simile 15 anni fa. Ebbene l'ecografia ha dimostrato che i calcoli non ci sono più!!!! Siamo stupiti dalle meraviglie che il Signore compie e crediamo che un po' sia anche il frutto della missione!

Un grazie ancora grande per averci accolti e spero di cuore di poter vivere ancora momenti insieme a voi. Un abbraccio grande a tutti

Uniti in Gesù e in Maria, fra Marco e comunità


Giovanni (Pisa) - incontrato in missione (Elba 2006)

Carissimi, mi presento: sono Giovanni di Pisa. Ho letto in questi giorni sul giornale un articolo che parlava della vostra missione presso l'isola d'Elba ed ho deciso di provare a conoscervi. Varie cose di voi mi hanno colpito, sarebbe impossibile elencarle tutte. Forse la prima è la vostra gioia che traspare chiaramente. Questo per me è un periodo bello ma delicato, in cui varie circostanze mi spingono a riflettere sul senso e l'indirizzo profondo da dare alle mie presenti scelte, fra cui quelle lavorative ma non solo: forse anche per aiutarmi nel discernimento, non è un caso che in questi giorni io stia rileggendo un libro intitolato "Il vangelo della gioia", che aiuta a scoprire la gioia di Gesù attraverso i testi dei vangeli. Oltre alla gioia, guardando il vostro sito, altre cose che mi attirano sono la vostra esperienza di fraternità, il vivere insieme e la consacrazione all'evangelizzazione di alcuni di voi del novembre scorso: tutte cose che non ho mai fatto ma che non mi sento di escludere di fare, e su cui comunque per me è importante riflettere. Ora mi fermo per non essere troppo prolisso, ma sarei contento di conoscervi. Un abbraccio! Giovanni


Salvatore (Marsala) - un missionario (Elba 2006)

"La sua anima fu gradita al Signore; perciò egli lo tolse in fretta da un ambiente malvagio" (Sap 4,14a)

Prima di Te, Gesù, nella mia vita c'era il buio più profondo: tutti mi vedevano ridere, ma questa non era la realtà... piangevo ogni notte fino ad arrivare all'esaurimento, alla depressione che neanche i piscologi, in cui avevo cercato aiuto di nascosto, erano riusciti ad aiutarmi, anzi al contrario, mi avevano fatto convincere che o vivere il resto della mia vita nel dolore o morire. Mi nascondevo così nel bere e negli spinelli credendo di trovare la vera gioia... nel sesso credendo di trovare il vero amore... nelle lacrime cercando di guarire la grande ferita della presenza assente del mio papà: il papà che riempie la vita con l'amore, il papà che mi facesse sentire sicuro... Quante volte Gesù, in questa mia vita vuota, mi sentivo un sepolcro imbiancato, un morto vivente, ti chiedevo: che senso ha vivere? Che senso ha vivere e non essere mai contento? Che senso ha vivere ed essere morto dentro?

Il venerdì santo del 2000, anno del giubileo, anno di grazia, ero con amici allo stadio per vedere una rappresentazione della crocifissione di Gesù. Ero stanco di continuare a vivere, e Tu Gesù... per trasmettermi che eri lì con me, che non ero solo a soffrire, mi hai lanciato un messaggio d'amore, usando come strumento padre Gianluca, sacerdote di quella parrocchia che organizzò la rappresentazione, un messaggio d'amore, pace, libertà, che in un attimo è come se mi avesse fatto toccare il cielo e tutto d'un tratto come se fossi sprofondato nella terra perchè pensai subito che tutto questo non era per me, per me che ero come tutti un cattolico non praticante. Il sabato santo, dopo questa scossa ricevuta, stavo più male perché non sapevo che eri venuto a cercare la pecorella smarrita, non sapevo che eri venuto per dare sollievo ai sofferenti nel corpo, nell'anima e a dare la vita vera, così piuttosto che andare ad una Messa dove sicuramente mi avrebbe fatto esaurire del tutto organizzai al solito con gli amici " una serata di whisky e spinelli", ma quel sabato pomerigio, la Tua vocina insistente parlava dentro il mio cuore invitandomi a messa, e dopo tanta resistenza da parte mia, alla fine mi arresi e andai. E così in quella notte..., quella notte di Pasqua..., ho incontrato Te Gesù..., sono stato completamente avvolto dal Tuo amore... e mi hai fatto risorgere con Te a vita nuova!!! In un attimo la mia vita si è completamente trasformata... da quella sera non ho fatto più uso né di uno spinello, né di una sola goccia di whisky...Alleluia!!!!

In questi giorni di missione, durante la preparazione spirituale, ad ogni preghiera che ricevevo dai fratelli, ridevo sempre come se fossi ubriaco e non capivo perché. Ho chiesto che si pregasse per me per la guarigione della figura paterna, e mentre dei fratelli pregavano per me, io ero a terra per il troppo ridere: quasi quasi mi sentivo uno scemo, ma non riuscivo a trattenermi. Gli ultimi giorni di missione, durante un momento di preghiera, come al solito ero a terra per le troppe risate che non riuscivo a trattenere, ho avuto una visione: come se Gesù mi mostrasse uno spinello per dirmi che stava riempendo tutti quegli anni vissuti nella falsa gioia che danno gli spinelli e l'alcool con la sua gioia che è quella vera, quella gioia che può dare solo Gesù e che dà pienezza alla nostra vita. Non solo, ritornando a casa mi sto accorgendo ogni giorno di più di vedere mio padre con occhi diversi, come se mi fosse stato sempre accanto. E' come se sentissi in modo vivo tutte le volte che sono stato cullato tra le sue braccia trasmettendomi tutto il suo amore per me. Alleluia!!!!!!!! Voglio ringraziare in modo particolare Dio, perchè servendosi di padre Pier come Suo strumento, mi ha trascinato in questa meravigliosa esperienza che sicuramente mai potrò dimenticare. Un grazie dal profondo del mio cuore a tutti i fratelli missionari per il bene che mi hanno voluto, per l'amore e la gioia del Cristo risorto che mi hanno trasmesso!!! Che questa mia testimonianza possa essere per tutti i fratelli incontrati in questi giorni di missione e per tutti coloro che la leggeranno come quel messaggio che io ho ricevuto: Gesù è vivo e solo Lui può prendersi cura di Te e guarire tutte le tue ferite riempiendole di quell'Amore che nessuno ci potrà togliere!!! Alleluia!!!


Testimonianze - Estate di Fuoco 2006

Adelisa (una partecipante) - La sua testimonianza è stata data durante l'incontro dei gruppi del Rinnovamento nello Spirito della Puglia.

Sono Adelisa, una ragazza di 17 anni, ed ho ricevuto la preghiera per l'Effusione dello Spirito Santo nel febbraio 2005.

Quest'estate ho deciso di dedicare un mese all'evangelizzazione e soprattutto a Gesù, partecipando al progetto di evangelizzazione denominata "Estate di Fuoco" organizzata dalle Sentinelle del Mattino di Pasqua di Firenze. Già da qualche mese prima della partenza ero insicura sulla mia partecipazione a questo progetto e non dicevo quasi a nessuno la verità sulla mia "vacanza". Ai miei amici dicevo che sarei andata a Firenze a trovare degli amici. Mi vergognavo di dire la verità, cercando inconsciamente di nascondere la mia fede e spegnendo quel fuoco che un anno prima era iniziato a bruciare nel cuore.

Arrivata a Firenze mi sentivo un'ipocrita ad essere lì, ma già durante la prima settimana il Signore mi ha riempito di un amore ed una gioia incontenibili: la gioia di essere cristiana e la voglia di lodarlo in ogni momento della giornata. Il mio viso era trasformato, il mio sorriso non riusciva a contenere la mia gioia, ma soprattutto mi sentivo di nuovo bella perché ho riscoperto di essere figlia di Re, l'unico Re che non mi farà mai sentire incapace di seguirlo. Una nuova forza cresceva nell'anima, una forza che avevo perso con l'insicurezza e la sottovalutazione di me stessa. Nel corso del mese, il Padre Celeste ha seminato nel mio cuore un seme di pace e di fiducia ricordandomi di confidare in Lui: Padre, fratello, amico e Sposo d'amore. Una sera in particolare, durante l'adorazione eucaristica, mentre guardavo il Corpo di Cristo ho sentito un tonfo al cuore: mi sono sentita immensamente amata da Gesù ed io altrettanto ho iniziato a provare, ogni volta che si pronunciava il Suo nome, una freschezza d'animo ma allo stesso tempo un nodo alla gola, proprio come quando una donna si sta innamorando di un uomo. Un sentimento mai provato così forte prima di allora e piangevo di gioia al pensiero di averlo provato per la prima volta nei confronti di Gesù.

Così ho sentito forte nel cuore la mia appartenenza a Lui e il desiderio di compiere la Sua volontà in me, qualunque essa sia, perché consapevole del Suo amore per me so che qualunque sarà la mia strada sarà cosa buona perché camminerò per la Sua gloria.

Quando il mese estivo trascorso in Paradiso coccolata da Gesù è terminato, sono tornata a casa dove giustamente dovevo e volevo raccontare a tutti quello che avevo vissuto, sperando di trasmettere ai giovani il desiderio di scoprire Gesù come fonte di gioia e voglia di vivere nella grazia. Infatti, appena sono tornata mi sono rivolta a tutti quegli amici a cui avevo mentito circa la mia "vacanza", dicendo loro la verità. Non immaginate le reazioni! Mentre raccontavo loro la mia esperienza, lo Spirito Santo suscitava nei loro cuori interesse e curiosità, in particolar modo erano incuriositi di quello che avessi provato io. Questa reazione ha sorpreso soprattutto me e mi ha dato il coraggio di continuare a trasmettere la mia gioia in Gesù agli altri. La prima sera che sono uscita con i miei amici, uno di questi mi ha fatto notare come l'espressione del mio viso fosse cambiato ed io gli ho risposto: "Il Signore ci trasforma, ci rende più forti, ci sostiene ma innanzitutto ci ama incondizionatamente, di un amore che può cambiarti la vita se tu gli dici di sì, accettando questo amore come pilastro della tua esistenza!"

Quindi, concludendo, ti ringrazio Padre per questo amore gioioso che mi doni e ti prego affinché, per intercessione di Maria, tu possa infuocarmi sempre di più col tuo Spirito, rendendomi una umile serva del tuo progetto d'amore.

Adelisa

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